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CONSENSUS – SEEKING DECISION MAKING Edge to Edge Repair

Nella terza giornata del Congresso GISE, presso la sala Room Blue 2, Paolo Golino e Carmelo Grasso hanno coordinato la sessione sulle indicazioni attuali e future del trattamento percutaneo edge-to-edge. La sessione si è svolta con la presentazione di 2 casi clinici argomentati da esperti del settore e seguiti da un’animata discussione.

di Giulia Masiero

Recensione

Il primo caso clinico, presentato da Carmen Spaccarotella, ha riguardato un paziente affetto da insufficienza mitralica degenerativa da prolasso con ampio flail, sintomatico e ad alto rischio chirurgico, inizialmente trattato con dispositivo MitraClip di non ultima generazione; la paziente è successivamente andata incontro a progressione della nota deficienza fibroelastica con parziale detachment del lembo mitralico sottoposto a redo percutanea di successo. Nel successivo intervento di Federico Ronco e Marco de Carlo sono stati innanzitutto sottolineati i cardini per un trattamento procedurale percutaneo efficace: un’adeguata esperienza dell’operatore, un fenotipo valvolare non proibitivo e l’evoluzione tecnologica dei dispositivi. Entrambi i relatori hanno però richiesto cautela in tale approccio in pazienti con patologia mitralica degenerativa specialmente se affetti da anatomie valvolari complesse, per i quali la chirurgia cardiaca resta attualmente il gold-standard.

Nella seconda parte della sessione Marianna Adamo ha presentato il caso di un vizio combinato a carico della valvola mitrale (insufficienza mitralica significativa di tipo misto e atrial-related) e tricuspide (insufficienza funzionale massiva) in una paziente sintomatica nonostante terapia medica massimale, con funzione biventricolare ai limiti di norma, priva di ipertensione polmonare e con alto rischio chirurgico. La paziente è stata sottoposta a trattamento percutaneo riparativo edge-to-edge combinato nella stessa seduta. Cesare Baldi e Cosmo Godino hanno successivamente sottolineato i seguenti concetti: in pazienti sottoposti a trattamento con MitraClip la presenza di insufficienza tricuspidalica severa è correlata con gli outcome avversi post-procedurali, l’eventuale miglioramento della severità del difetto è variabile e non prevedibile; infine il trattamento combinato dei vizi mitro-tricuspidalici severi impatta sulla mortalità come si evince dai risultati degli studi retrospettivi TRAMI e Trivalve.

L’interessante discussione, che ha coinvolto anche il panel di esperti (Luigi Fiocca, Elisabetta Bardoni), ha sollevato ulteriori aspetti di rilievo tra i quali la mancanza di evidenze scientifiche solide per comprendere in quali pazienti e con quale timing effettuare un approccio transcatetere combinato alla valvulopatia mitro-tricuspidalica; resta infine fondamentale valutare tutti i possibili approcci alternativi alla riparazione percutanea edge-to-edge (es. edge-to-spacer, anuloplastica diretta o indiretta, impianto di valvole eterotopiche) realizzando un’accurata selezione clinico-anatomica del paziente ed evitando la futilità.