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Risultati survey GISE: Progetto Compass

La survey GISE: Progetto Compass nasce con l’intento di ottenere interessanti informazioni su un argomento di grande attualità in cardiologia: la coronaropatia dalla fase acuta a quella cronica.
La survey è stata disegnata con un focus sul follow-up e sulla terapia antitrombotica a lungo termine.
Il primo risultato che salta all’occhio è la vasta conoscenza espressa dai partecipanti nei confronti dei risultati dello studio (84,88%), così come molti di coloro che hanno partecipato alla survey (60,3%) esprimono apertura alla modifica della loro pratica clinica sulla base dei risultati del Trial.
Il percorso di follow-up per il paziente trattato con PCI, viene chiaramente indicato nella lettera di dimissione dalla maggior parte dei responders (89,54%), così come prevale il numero di coloro (73%) che indica il profilo di rischio ischemico/coronarico del paziente.
Relativamente al momento in cui dovrebbe essere aggiunto Rivaroxaban 2,5mg BID il 50,25% dice al 12° mese, il 47,06% in qualunque punto del follow-up dal 12° mese mentre, per quanto riguarda l’utilizzo di Rivaroxaban 2,5 mg BID nel follow-up a lungo termine, il 31,3% lo utilizzerebbe nel 20-40% dei pazienti trattati con PCI.
Nei pazienti con PAD la terapia antitrombotica che, a giudizio dei partecipanti alla survey, ha le maggiori evidenze è ASA + Rivaroxaban 2,5 mg (32,11%), per ASA soltanto (27,45%) e DAPT con Clopidogrel (25,25%) le percentuali sono inferiori.
Il Rivaroxaban 2,5 mg BID verrebbe utilizzato nel 20-40% dei pazienti diabetici trattati con PCI dal 27,14% dei responders, mentre il 12,96% lo utilizzerebbe nel 40-65% dei pazienti.
Nei pazienti multivasali trattati con PCI il 29,66% dei responders lo utilizzerebbe nel 20-40% dei casi mentre l’11,03% lo utilizzerebbe nel 40-65% dei casi; parlando di paziente con pregressa SCA il 23,96% dei responders lo userebbe nel 20-40% dei pazienti, l’8,07% nel 40-65% dei pazienti.
La variabilità dei risultati ottenuti nella survey rappresenta una base fondamentale per la discussione tra gli esperti e l’identificazione di eventuali aree di miglioramento nella razionalizzazione e ottimizzazione dei processi in questa tipologia di pazienti, così come era negli intenti iniziali.

 

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