European Stroke Journal - Paper: An assessment of annual procedure volumes and therapy adoption oftranscatheter closure of patent foramen ovale in four European countries

Autori: Jan B. Pietzsch, Benjamin P. Geisler, Matthew J. Daniels, Rachele M. Busca, Giuseppe Tarantini, Lars Søndergaard, Scott E. Kasner.

Rispetto alla terapia antiaggregante, la chiusura percutanea del forame ovale pervio (PFO) riduce il rischio di stroke criptogenico, e le procedure interventistiche sono sensibilmente aumentate dopo la pubblicazione di fondamentali trial nel 2017 (REDUCE, RESPECT e CLOSE).
L’articolo di Pietzsch et al consente di valutare la diffusione di tali procedure in 4 nazioni europee, in cui le disparità di trattamento risultano evidenti.
I dati sono stati raccolti da registri amministrativi per Inghilterra, Francia e Germania, mentre per quanto riguarda l’Italia, provengono dai dati nazionali della nostra Società di Cardiologia Interventistica (GISE).
Solo Germania e Italia hanno raggiunto un volume di chiusure percutanee in linea con i dati attesi sulla base delle stime di prevalenza della patologia, consentendo una significativa riduzione delle percentuali di stroke previste. 
Per quanto riguarda le altre due nazioni vi è una disparità notevole tra dati attesi e dati reali.
Nonostante intrinseche limitazioni (ad esempio la mancata differenza di codifica tra chiusure di PFO e chiusure di difetti interatriali in Germania), lo studio rappresenta una fotografia attendibile della diffusione della procedura in 4 nazioni europee, sottolineando futuri obiettivi per ampliarne l’utilizzo in relazione alla non trascurabile prevalenza della patologia.

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