L’imaging intravascolare sta emergendo, con evidenze sempre più schiaccianti, come un insostituibile alleato nell’ottimizzazione del risultato procedurale, in particolare nel contesto delle angioplastiche complesse.
Ciononostante, come evidenziato dal Prof. Francesco Prati e dal Prof. Gianluca Campo, il suo impiego routinario nella pratica interventistica quotidiana dei nostri laboratori resta ancora ben al di sotto delle sue reali potenzialità e lontano da essere routinario.
Questo punto scottante, che ha aperto la sessione GISE 2023 dedicata all’impiego dell’IVUS e dell’OCT nelle anatomie coronariche complesse, stride fortemente con i brillanti risultati offerti dalla letteratura sull’argomento, e in particolare con quelli dei recenti studi ILUMIEN IV ed OCTOBER. I promettenti risultati di questi Trial, raccontati nel dettaglio dal Prof. Giulio Guagliumi, confermano il ruolo fondamentale dell’IVUS e dell’OCT nella riduzione degli eventi rispetto al semplice approccio angio-guidato, soprattutto nelle anatomie più impegnative.
Nel corso della sessione, si sono inoltre approfonditi i principali ambiti di complessità in cui l’imaging intracoronarico riesce a fare davvero la differenza. Il ruolo fondamentale di IVUS e OCT nella gestione delle lesioni severamente calcifiche è stato sottolineato dalla Dottoressa Anna Maria Nicolino, mostrando come l’imaging intracoronarico sia di fondamentale importanza nel definire e quantizzare il calcio, ben oltre le possibilità dei semplici raggi X, aiutandoci pertanto nella scelta del device più appropriato per gestirlo, nella valutazione dell’efficacia del trattamento e del risultato post procedurale.
L’esperto di CTO, Dr. Andrea Gagnor, ha portato il suo contributo alla sessione rimarcando, con l’ausilio di casi clinici di ampio impatto didattico, la nota utilità dell’IVUS nelle disostruzioni, in particolare nel guidare la puntura del cap prossimale, monitorare (nei casi favorevoli) la progressione della guida nei segmenti ostruiti, e nel riguadagnare il lume nei casi di dissezione.
Il Dr. Franco Fabbiocchi ha infine illustrato le molteplici potenzialità dell’imaging nella gestione delle biforcazioni, nella scelta tra le diverse strategie di trattamento, nella scelta del punto di recrossing e nell’ottimizzazione del risultato finale, evidenziando il netto miglioramento degli outcome nei pazienti sottoposti a trattamento guidato da imaging intravascolare rispetto alla semplice angiografia.