In apertura, i due casi live dall’Ospedale Careggi di Firenze e dall’Ospedale San Martino di Genova. Da Firenze, che hanno affrontato con successo un’occlusione cronica totale della coronaria destra mediante Antegrade Wire Escalation (AWE) e PCI ibrida, con DES nel corpo dell’occlusione e DCB per la malattia distale e diffusa. Da Genova, una M-TEER in un paziente con insufficienza mitralica severa mista, prolasso bilembo e flail del lembo posteriore, si è conclusa con un ottimo risultato, senza anestesia generale grazie al blocco del nervo glossofaringeo.
Nei Flashlight Updates, Ziad Ali ha sottolineato come la PCI guidata dall’imaging migliori gli outcome clinici, ricordando che l’imaging fornisce informazioni, ma è l’ottimizzazione a determinare il risultato. L’intelligenza artificiale potrà facilitarne l’interpretazione ed il training degli operatori. Il Prof. E. Barbato ha confrontato valutazione funzionale wire-based e wire-free: quest’ultima offre evidenze sempre più solide, ma le tecniche invasive restano essenziali per lo studio del microcircolo, i test della vasomotricità coronarica e la valutazione post-PCI. Il Prof. D. Capodanno ha evidenziato l’importanza della Lifetime TAVI/SAVR Strategy: la prima scelta valvolare condiziona i futuri reinterventi, soprattutto nei pazienti più giovani. Il Prof. G. Tarantini ha ribadito che una PCI ad alto rischio non richiede automaticamente supporto meccanico, la cui indicazione dipende dalle caratteristiche cliniche, il burden ischeico e la vulnerabilità emodinamica del paziente.
Uno dei momenti istituzionali più significativi della giornata è stato rappresentato dalla cerimonia inaugurale, guidata dal Presidente Alfredo Marchese. Un appuntamento che ha sottolineato il valore del Congresso come luogo di condivisione scientifica e crescita professionale della comunità interventistica. Particolarmente emozionante il conferimento del Premio alla Carriera al Dr Gennaro Santoro, un riconoscimento al suo percorso professionale e al contributo offerto nel corso degli anni alla cardiologia interventistica.
Altri due casi live sono stati trasmessi dagli Ospedali Careggi di Firenze e San Martino di Genova, con il trattamento di una lesione severamente calcifica dell’arteria interventricolare anteriore mediante aterectomia rotazionale e litotrissia intravascolare e con una TAVI self espandibile in un paziente con anulus aortico di piccole dimensioni.
I lunch symposia e le sessioni hands-on con il supporto dell’industria hanno offerto occasioni di formazione e confronto diretto. Ampio spazio alla cardiologia strutturale, con sessioni internazionali sulle innovazioni nel trattamento transcatetere delle patologie mitraliche e tricuspidaliche e sulle sfide della TAVI in aorta bicuspide o ad alto rischio di occlusione coronarica.
Nel pomeriggio, le sessioni Tactics hanno approfondito il ruolo dei DCB nelle CTO e le Study Group hanno affrontato le sfide diagnostiche e terapeutiche del MINOCA e placca vulnerabile. L’imaging intracoronarico è rimasto un filo conduttore, anche alla luce degli studi OPTIMAL e IVUS-CHIP e ha offerto molteplici opportunità di discussione e confronto tra esperti. Le sessioni Drop-In si sono concentrate sulle procedure eco-guidate di chiusura del PFO e LAAO, mentre le Hot Seats hanno discusso la prevenzione dell’ictus nella TAVI e i network per l’embolia polmonare a rischio intermedio-alto.
Si chiude così una seconda giornata ricca di contenuti e di confronto, che ha visto alternarsi casi clinici complessi e discussioni dinamiche, confermando il Congresso come un’importante occasione di aggiornamento e condivisione di esperienze.