La mattinata di giovedì 15 ottobre si aprirà alle 8:00 in Auditorium con le Live Cases da Roma (Policlinico Gemelli) e Vercelli, dedicate al trattamento delle lesioni calcifiche guidato dall’imaging e alla Protected PCI, con il Presidente GISE Alfredo Marchese nel ruolo di anchorperson.
Alle 9:25 debutta la Mystery Box, una delle novità di questa edizione: l’argomento resta segreto fino all’ultimo, un giovane interventista presenta il caso e, al momento della scelta decisiva, sala ed esperti votano in tempo reale prima della discussione del panel. Un format interattivo che mette al centro il ragionamento clinico e le nuove generazioni.
Dalle 10:20 spazio a uno dei momenti più attesi del Congresso, la sessione “Late Breaking Clinical Science with Editors”, moderata da Francesco Saia, Carlo Di Mario e Giuseppe Tarantini. Cinque studi selezionati da JACC: Cardiovascular Interventions, Circulation: Cardiovascular Interventions, EuroIntervention, Catheterization and Cardiovascular Interventions, American Journal of Cardiology e Cardiovascular Revascularization Medicine saranno presentati e discussi criticamente insieme agli Editor delle riviste.
La mattinata si chiuderà alle 12:10 con due nuove Live Cases strutturali da Roma e Napoli: una TAVI in un paziente con accesso vascolare ostile e una TAVI su valvola bicuspide.
Nel pomeriggio il Congresso si articolerà in sessioni parallele dedicate alla pratica clinica avanzata: CTO, supporto circolatorio meccanico, malattia mitralica complessa, PCI ad alta complessità, fisiologia coronarica wire-free, TAVI-in-TAVI, chiusura dell’auricola sinistra, embolia polmonare e ottimizzazione della terapia farmacologica nel paziente cardiovascolare. Tra gli appuntamenti da non perdere, il Talk Show sulla Protected PCI alla luce dei risultati dello studio CHIP-BCIS3, con Alaide Chieffo tra i protagonisti.
In sala Ocean 2, a partire dalle 15:30, tre sessioni internazionali porteranno al Congresso il confronto con relatori di primo piano su altrettanti temi chiave.
Si parte con “Cardiovascular Pharmacotherapy for the Interventional Cardiologist”, dedicata a ciò che accade oltre la rivascolarizzazione: il rischio residuo nel paziente con eventi coronarici ricorrenti, il cosiddetto “frequent flyer” del laboratorio di emodinamica; le terapie in grado di stabilizzare e far regredire la placca; l’obesità come fattore di rischio modificabile nel paziente coronarico; l’infiammazione, da biomarcatore circolante a bersaglio terapeutico.
Alle 16:35 la sessione “Catheter-Based Pulmonary Embolism Intervention: Evidence, Technique, and Systems of Care” farà il punto sul trattamento percutaneo dell’embolia polmonare acuta: lo stato dell’arte delle tecniche catetere-guidate, i criteri clinici e di stratificazione del rischio per selezionare i pazienti, il ruolo dei PERT (Pulmonary Embolism Response Team) nell’organizzazione dei percorsi e la scelta del dispositivo più adatto al paziente e al contesto, dalla trombolisi locoregionale alla trombectomia.
Chiude la serie, alle 17:40, “Complex PCI: Defining the Frontier and Advancing the Evidence”: dalla definizione stessa di complessità procedurale alla restenosi intra-stent, con la relazione di Fernando Alfonso (Madrid), fino all’inquadramento diagnostico e fisiologico della malattia coronarica diffusa, al valore prognostico della valutazione fisiologica dopo PCI e alle evidenze che oggi sostengono i benefici clinici della rivascolarizzazione delle occlusioni croniche totali (CTO).
Proseguono anche i percorsi “Next Gen Education”, con workshop su puntura transettale, riparazione mitralica edge-to-edge e imaging intracoronarico, strumenti sempre più centrali nella pianificazione e nell’ottimizzazione delle procedure. Nel pomeriggio, le sessioni “Case Corner” offriranno spazio al confronto sulla gestione delle complicanze coronariche e strutturali, con casi clinici provenienti da centri italiani e internazionali.
Chi non potrà essere in sala potrà seguire la giornata in tempo reale sui canali social del GISE (#GISE47), con interviste ai protagonisti e, dalla sera, i commenti degli autori degli studi Late Breaking.
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