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GISE 2026 Day 3

Il confronto continua. Una giornata ricca di contenuti che ha confermato il valore del GISE come spazio di formazione e condivisione delle esperienze ad alto livello scientifico.

di Giulia Nardi

La mattinata della terza giornata del congresso GISE 2026 è iniziata con due procedure coronariche trasmesse in diretta dall’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli e dal Policlinico Gemelli di Roma, entrambe con un filo conduttore comune: il trattamento delle lesioni calcifiche guidato dall’imaging intracoronarico. A Vercelli, una lesione severamente calcifica dell’arteria circonflessa è stata trattata con aterectomia orbitale e impianto di stent medicato, con supporto emodinamico. A Roma, una complessa calcificazione del tronco comune è stata affrontata mediante litotrissia intravascolare, seguita dall’impianto di stent con tecnica provisional. Due strategie differenti che hanno ribadito il ruolo fondamentale dell’imaging intracoronarico nella preparazione delle lesioni e nell’ottimizzazione del risultato finale.

Tra le novità del congresso, la sessione Mystery Box ha coinvolto la platea nella gestione di scenari clinici complessi. Nel primo caso è stata discussa la valutazione delle lesioni non culprit di un sindrome coronarico acuto tramite angiografia funzionale, che ha portato all’esecuzione di una PCI sulla porzione prossimale dell’arteria discendente anteriore (LAD), guidata da ecografia intravascolare (IVUS) e fisiologia coronarica. Il secondo caso della Mystery Box ha affrontato una problematica dell’interventistica strutturale: la degenerazione di una protesi valvolare aortica transcatetere, trattata mediante l’impiego di una tecnica di modificazione dei leaflet valvolari che ha consentito di eseguire con successo una procedura TAVI-in-TAVI.

Uno dei momenti scientificamente più rilevanti della giornata è stato rappresentato dalla sessione Late Breaking Trials, dedicata alla presentazione di lavori originali selezionati e pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali, con paper che spaziano dalla denervazione renale all’interventistica strutturale, dalla stratificazione prognostica nell’infarto all’impatto prognostico della fisiologia coronarica. La sessione ha rappresentato un’importante occasione per valorizzare il contributo della ricerca clinica italiana nel mondo.

La mattinata è proseguita con altri due casi live dedicati all’interventistica strutturale, in particolare al trattamento transcatetere della stenosi aortica in presenza di accessi vascolari ostili e di anatomia bicuspide, trasmessi rispettivamente dal Policlinico Gemelli di Roma e dall’Ospedale Federico II di Napoli. Anche in questo ambito, il confronto in diretta tra operatori e discussant ha rappresentato un elemento di particolare valore formativo.

Dopo i lunch symposium e le sessioni dedicate alle attività hands-on, nel pomeriggio spazio alle sessioni interattive sulla gestione delle complicanze coronariche, tra cui perforazione e burr entrapment, e alle tecniche retrograde per il trattamento delle CTO. Il programma ha affrontato anche le anatomie complesse e i device leaks nella chiusura dell’auricola sinistra, mentre le sessioni Hot Seats hanno stimolato il confronto tra DES e DCB nei pazienti ad alto rischio emorragico e nella restenosi intrastent.

Con la terza giornata alle spalle, il congresso si avvicina alla sua conclusione: resta ancora un ultimo giorno di lavori, con altri casi live e sessioni “misteriose” in auditorium.