GISE News

Undefined05/02/2026

Embolia polmonare, “un impegno comune”

L’embolia polmonare è la terza causa di morte dopo infarto e ictus, eppure in Italia si registra un grave sommerso diagnostico. Se ne è discusso a Roma martedì 3 febbraio nel corso dell’evento “Dalla diagnosi alle politiche sanitarie: un impegno comune contro l’embolia polmonare”, promosso dalla Senatrice Elena Murelli, Segretario di Presidenza del Senato. Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare il dialogo tra istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti, per ridurre le disuguaglianze territoriali attraverso un approccio multidisciplinare.

In questa direzione si inserisce GISE Together - “Bridging Disparities” progetto pluriennale voluto dal Presidente del GISE, Dr. Alfredo Marchese, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze in cardiologia interventistica e promuovere equità, innovazione e inclusività nel sistema sanitario italiano. Il progetto si articola in cinque aree strategiche: L'embolia polmonare si inserisce nel tavolo tecnico “Health technologies and care delivery models” che si prefigge di garantire equità d'accesso, qualità e standardizzazione tecnologica in tutta Italia.

In rappresentanza del Presidente, la dott.ssa Chiara Fraccaro ha partecipato all’incontro condividendo la visione e le posizioni della Società scientifica: “I trattamenti transcatetere per l’embolia polmonare, supportati da evidenze scientifiche e linee guida, rappresentano opzioni terapeutiche da garantire nel percorso di cura, soprattutto se la terapia farmacologica non è applicabile o risulta insufficiente. Tuttavia, la loro adozione resta disomogenea sul territorio. L’assenza di una codifica dedicata impedisce tracciabilità e governance, compromettendo una rete sostenibile e l’equità di accesso alle cure”.